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Una scultura
lignea su Corso Vittorio Emanuele a Reggio
REGGIO CALABRIA. “Un’imponente scultura che
rappresenta sette Sirene, figlie del dio fluviale Acheleo e la
figura di Polifemo, figlio di Nettuno”, realizzata dallo scultore-
ceramista Ermonde Leone, sarà inaugurata martedì 14 febbraio alle
ore 12.30. Nata, circa due anni fa, da un’idea dell’Amministrazione
comunale, assessorato ai Beni Culturali, l’obiettivo dell’iniziativa
è stato quello di creare una scultura lignea dal tronco residuo
dell’albero secolare di magnolia prospiciente all’albergo “Miramare”
sito su Corso Vittorio Emanuele. Articolato e complesso il lavoro
dell’artista Leone che, dopo aver osservato e fotografato più volte
il tronco ha disegnato vari bozzetti per ottenere un’opera che
avesse il carattere di novità ed originalità. Dopo un’attenta
riflessione, diverse sono state le idee scaturite dall’estro dello
scultore, ma tutte vincolate dalle dimensioni del residuo del tronco
con i suoi 2.50 metri di base, 150 metri di spessore e 3 di altezza.
Frutto della fantasia del maestro, l’enorme scultura rievoca,
sapientemente, i luoghi e la memoria della mitologia, non a caso, il
tema dell’opera scelta dall’autore è “ dalla natura alla scultura: “
le Sirene dello Stretto”. Ermonde Leone, nato ad Avellino e
trasferitosi a Reggio nel 1957, è stato allievo del celebre maestro
Alessandro Monteleone presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Dal 1954 espone a mostre d’arte collettive, regionali, nazionali ed
internazionali, ottenendo consensi, segnalazioni e premi. “Il
progetto rientra nella strategia di dare miglior decoro alla città,
ha tenuto a sottolineare il vice sindaco, Gianni Rizzica, affinché
si presenti ai visitatori sempre più interessante e piacevole. Si
va, quindi, ad abbellire, ancora una volta, uno dei punti più
incantevoli del centro storico. Un triangolo i cui vertici sono:
l’Arena dello Stretto, Piazza Italia e Villa Zerbi”. L’artista, di
fama internazionale, con quest’opera è riuscito, ha spiegato,
infine, Rizzica, con grande maestria a dare risalto alla leggenda ed
al mito che hanno sempre ammantato la città dello Stretto e che sono
stati punti di forza del poema omerico.
Fonte:
Il
Giornale di Calabria |