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Veglia
Cima Quattro il 23
dicembre 1915
Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
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Sei
uomo! E come tale vivi; Sei giovane! E questo è il
tuo punto forte; la giovinezza ti rende invincibile,
ti fa sentire padrone di tutto, ma soprattutto di te
stesso. Il tuo cuore è gonfio d'amore, che vorresti
distribuire minuto per minuto alla gente che ti
circonda. Illuso! Il tuo entusiasmo giovanile ti
impedisce di vedere chiaro, il volto della verità,
la realtà pura: ignori infatti che non tutti sono
degni dell'amore che tu vorresti dare loro. Tu dai
loro amore, tanto, ma che cosa avrai in cambio? Si,
lo so, il tuo è un amore incondizionato, ma colui
che dà, vuole avere, deve avere in cambio la cosa
più importante: la RICONOSCENZA. Ma tu, non avrai
neanche quella, non avrai niente! Allora ti sentirai
solo, inutile, incomincerai ad odiare la vita, le
brutture che essa comporta, la sua doppia
personalità. Ti lascerai andare. Ti butterai in
avventure senza entusiasmo dalle quali, tu speri, di
non uscire incolume: oppure, ancora peggio, vivrai
nell'apatia più completa. Niente per te avrà più
importanza. Il tempo incomincerà a passare
lentamente, sempre uguale, terribilmente uguale;
finchè un giorno, ti si chiederà la vita e tu sarai
pronto a darla, ma ti ritroverai in mezzo ad un
campo di morti, intorno a te vi saranno le vittime
che la guerra ha mietuto, sentirai urla strazianti,
che ti faranno scorrere dei brividi lungo la
schiena, le scariche dei mitra, i colpi di cannone
che si susseguono furiosamente ti daranno
l'impressione di essere a due passi dalla follia,
crederai di perdere il senno. Allora ti metterai a
urlare, di disperazione, di dolore e non ti
calmerai, fin quando non sarà calata la sera, fin
quando la luna, alta nel cielo, non verrà a baciarti
con i suoi raggi d'argento; ti guarderai intorno,
scorgerai un uomo davanti a te: è morente, le sue
mani si contraggono spasmodicamente, tutto il suo
corpo, cerca disperatamente di trattenere quella
vita che sta per sfuggirgli, i suoi occhi al cielo,
anelano Dio! Tu lo guarderai, penserai che forse tra
un minuto sarai nelle sue stesse condizioni e
incomincerai a tremare. Paura? Si della morte!
Capirai allora quanto per te sia importante vivere,
ti illuminerai di una luce nuova, sentirai il
bisogno di scrivere e scriverai, scriverai ancora e
sempre AMORE, l'amore romperà il tuo silenzio. Le
tue ginocchia si piegheranno, guarderai anche tu
verso il cielo, nei tuoi occhi ci sarà una muta
preghiera: Mio DIO lasciami rivedere il sole! Avrai
allora la certezza che se ciò accadrà, imparerai a
vivere, a lottare per quella vita che prima ti
sembrava indegna di essere vissuta, per quella vita
che nonostante le sue brutture è il regalo più bello
che DIO ci abbia fatto.
Bruna Italia Massara |