Il vice presidente ha
chiesto un intervento del Governo. Lo stesso hanno fatto i sindaci
del Savuto
CATANZARO. Il vicepresidente e assessore all’Economia della Regione
Calabria, Nicola Adamo, ha scritto al ministro delle Attività
Produttive, Claudio Scajola, per reclamare un suo deciso e rapido
intervento al fine di impedire il licenziamento delle maestranze e
l’interruzione dell’attività produttiva della Polti Sud, fabbrica di
elettrodomestici di Piano Lago, nel Cosentino. “La grave crisi
nazionale che si è determinata nel settore delle produzioni degli
elettrodomestici - ha sottolineato Adamo nella lettera a Scajola -
ha fortemente influito anche sulle aziende del settore, presenti in
Calabria e in particolare ha investito la Polti Sud (Gruppo Ponti)
di Piano Lago. Anche per questa ragione, nonostante le agevolazioni
rinvenienti da un sostegno con pubblici incentivi, tale azienda ha
avviato una procedura di messa in mobilità di circa 200 maestranze.
Considerato il grave disagio sociale che si è venuto a creare a
seguito di tale atto - ha scritto infine il vicepresidente Adamo -
si richiede un incontro rivolto all’individuazione di un percorso
teso alla salvaguardia dei livelli occupazionali e a far proseguire
l’attività produttiva di Polti Sud. A tale proposito, intanto,
potrebbe ritenersi utile e funzionale l’attivazione degli strumenti
previsti dalla legge 181/02 relativi alle crisi di settore”. Intanto
Adamo, si recherà oggi, alle ore 17, alla Polti per una visita,
concordata con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, ai
dipendenti licenziati, impegnati in queste ore nell’occupazione
della fabbrica per l’affermazione dei loro diritti e per la
salvaguardia dei posti di lavoro. L’immediato intervento del Governo
nazionale nella vertenza Polti, con apertura di un tavolo al
Ministero per le Attività produttive, è stato, inoltre, chiesto
dalla conferenza dei sindaci del Savuto, convocata dal presidente
della Comunità montana ed allargata ai consiglieri provinciali e
alle rappresentanze sindacali. “La situazione dell’azienda - è detto
in un documento - suscita viva preoccupazione per le gravi
conseguenze a livello occupazionale ed economico che ne derivano e
per il forte allarme e disagio sociale che determina tra la
popolazione. La decisione della Polti di dismettere la produzione di
Piano Lago, non per una crisi di mercato ma solo per continuarla in
altri paesi magari a costi inferiori, si configura come un vero e
proprio atto di latrocinio ed apre una profonda ferita nel
territorio”. “Il governo - è detto nel documento - non può rimanere
silente di fronte ad un gravissimo scempio perpetrato ai danni di un
intero territorio” e deve impegnarsi “per l’individuazione delle
possibili soluzioni atte a scongiurare la chiusura dello
Stabilimento ed il licenziamento di 200 persone” Tra le altre
iniziative da intraprendere, la Conferenza dei Sindaci del Savuto,
si propone di sollecitare la Regione, di promuovere l’autoconvocazione
a Roma di tutti i Consigli comunali e della Comunità montana.
Fonte:
Giornale
di Calabria |