Confronto con i
sindacati e la Fondazione per il rilancio della struttura. Gli
impegni della Regione
CATANZARO. Il presidente della Regione Agazio Loiero è intervenuto
all’incontro, promosso dall’assessore alla Salute Doris Lo Moro, per
il rilancio e il risanamento dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di
Serra d’Aiello. “La sua presenza - ha evidenziato la Lo Moro - ha
dato autorevolezza all’impegno che si sta portando avanti per
chiudere la complicata questione dell’Istituto, tenendo conto del
diritto di cura e assistenza degli ospiti e della tutela dei
lavoratori”. Alla riunione - come riferisce una nota dell’ufficio
stampa della Giunta - era presente anche il dirigente generale della
presidenza Franco Petramala, in veste di responsabile del comitato
dell’unità di crisi, nonché il direttore della Fondazione Papa
Giovanni XXIII Luigi Bruno e i rappresentati sindacali di Cgil, Cisl
e Uil. I motivi del contendere illustrati dai sindacati hanno
riguardato il progetto di riconversione del Papa Giovanni elaborato
dal dipartimento alla Salute, la manifestazione d’interesse che
dovrà, entro il 6 febbraio, acquisire le dichiarazioni dei privati
per la cessione della gestione e/o della proprietà dell’Istituto e
le criticità riguardanti i cassintegrati e i lavoratori Lsu e Lpu.
Di “problema annosissimo” ha parlato il presidente Loiero. “Un
problema - ha detto - che ha attraversato stagioni in cui c’erano
condizioni migliori per poterlo affrontare e chiudere. Oggi ci
ritroviamo con un bilancio anchilosato all’80 per cento. Ma,
nonostante tutto, noi ce ne vogliamo occupare, soprattutto perchè
rispettiamo i lavoratori e i degenti dell’Istituto. La
manifestazione d’interesse - ha proseguito il presidente
dell’esecutivo - non toglie, ma aggiunge. È un punto di partenza per
costruire qualcosa d’importante e, nel frattempo, pensare ad un
piano più complesso di riconversione. Noi - ha concluso Agazio
Loiero - non ci vogliamo svincolare. La nostra funzione è di
garanzia”. A conclusione dell’incontro la Regione si è impegnata a
proseguire il confronto con la Fondazione e con i sindacati ed a
mettere in atto ogni azione per attivare tutti gli ammortizzatori
sociali utili ad accompagnare l’azione di risanamento, stando vicino
a quei lavoratori che non dovessero, almeno momentaneamente,
continuare ad essere impiegati nell’Istituto.
Fonte:
Giornale
di Calabria |