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Melito periferia di Locri?
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Sono, in tutto, 53 i Comuni che dovrebbero entrare a far parte della nuova Provincia

Melito: periferia di Locri?

Dibattito assente. Nessuna informazione trapela. Nell’ignoranza, qualcuno la fa da padrone, prende decisioni e gestisce la Cosa Pubblica sulla Nostra pelle

C’è ancora disputa tra gli storici se il fiume Alece sia l’odierna fiumara di Melito o l’Amendolea. Non per campanilismo, credo si possa raffigurare con la nostra fiumara di Melito, il torrente Tuccio, dato che il geografo arabo Al Edrisi lo colloca a tre miglia da Pentedattilo. Storicamente importante, l’Alece (Halekis, Alex), era il fiume che a Sud segnava il confine tra il territorio reggino e quello locrese. L’Alece era il fiume sulle cui rive si riposò Ercole di ritorno dalle fatiche di Spagna.

Sono preoccupato. Sono seriamente preoccupato. Non se ne parla e sembra quasi che si eviti di parlarne. Risposte evasive vengono date da alcuni Amministratori locali. Altri tacciono con evidente “omertà” e, pertanto, devono essere considerati complici di coloro che hanno già deciso per Noi.

Melito deve fare una scelta importante e il popolo non ne è a conoscenza. Nessuna informazione trapela. Nell’ignoranza, qualcuno la fa da padrone, prende decisioni e gestisce la Cosa Pubblica sulla Nostra pelle.

Come non tutti sanno: è in itinere la procedura per costituire la nuova Provincia di Locri-Siderno. Qualcuno, forse ironicamente, forse spregiudicatamente, ha aggiunto Melito.

Altri Comuni della zona interessata, già inclusi nell’elenco dei 53 previsti, si sono già espressi in merito. In particolare il Comune di Montebello J. che all’unanimità ha deliberato di schierarsi con Reggio.

È anche vero che il Sindaco di Melito ha spedito una missiva chiedendo al Sindaco di Montebello J. il rinvio del Consiglio Comunale (già convocato) in cui si doveva aprire il dibattito sull’adesione, o meno, alla nuova costituenda Provincia per confrontarsi in un discorso più ampio con i Comuni dell’Area Grecanica.

Un nuovo mastodontico apparato politico-amministrativo dovrà essere costruito e gestito: passeranno 20/30 anni prima che riescano a far partire la nuova macchina burocratica?

Ammettiamo pure che nessuno dei Comuni coinvolti non giochi all’asso pigliatutto. I confini della costituenda provincia di Locri-Siderno (e Melito) sono già stati determinati? Forse, hanno già deciso anche la sigla: LS oppure SL?

La nuova PICCOLA EUROPA del BASSO JONIO diventerà una grande città senza più disoccupati e con tanti nuovi altri “posti di lavoro” distribuiti nelle cariche politiche e a Nostre spese.

La democrazia è il governo del popolo. Quanto meno, il Consiglio Comunale di Melito dovrebbe esprimere democraticamente il proprio parere. A meno che qualche comma delle leggi che regolano l’istituzione di nuove Province non preveda il silenzio-assenso; e, perciò, chi non si esprime avalla, accetta, quanto ci propinano dall’alto gli Amministratori Comunali, Regionali e Nazionali, Europei, ecc.

Ognuno è libero di pensarla come crede. Quello che mi preoccupa di più è la mancanza di trasparenza, le informazioni, il dibattito. Non ci si può esimere dal dibattito, che attualmente non c’è.

I Comuni che ricadono nel territorio dell’Area Grecanica dovrebbero riunirsi e convocare, oltre ai Partiti, anche le Associazioni, i Sindacati e le altre forze Sociali per ascoltare le esigenze, le proposte, le valutazioni.

Bisogna convocare i Comizi per informare i Cittadini su cosa si va incontro: quali sono i vantaggi e quali sono gli svantaggi. E, se la democrazia è il governo del popolo, allora è il popolo che deve esprimersi, con un referendum.

In effetti, Ercole tentò di riposare sulle sponde locresi, ma non ci riuscì perchè le cicale frinivano chiassosamente, tanto che se ne lamentò col padre, Zeus. Già ad Ercole qualcosa non garbava.

O, forse, Tommaso Campanella ha visto in Locri-Siderno la sua “Città del Sole” ?

Gianfranco Calabrò

Articolo concesso dal periodico l'altroaspromonte

 

 

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