I Carabinieri hanno
arrestato Mario Donato
Ferrazzo. Nel 2004 era
sfuggito alla cattura
nell’ambito dellì’operazione
“Restauro”
CROTONE. E' considerato
un elemento molto
pericoloso il latitante
catturato nella tarda
serata di venerdì dai
carabinieri del comando
provinciale di Crotone
insieme ad altre persone
accusate di
favoreggiamento; l'uomo
deve rispondere di
associazione mafiosa,
omicidio e traffico
internazionale di armi e
droga. Mario Donato
Ferrazzo, 43enne di
Mesoraca, noto con il
nomignolo di 'Topolino',
era il capo di una cosca
che gli inquirenti
ritengono il terminale
di un gruppo di fuoco al
servizio di altre
potenti organizzazioni
mafiose della provincia
crotonese. E' quanto ha
spiegato il tenente
colonnello Angelo Cuneo,
comandante provinciale
dell'Arma, nel corso di
una conferenza stampa
per illustrare le fasi
della cattura del
latitante. Ferrazzo era
ricercato dal 29 aprile
del 2004 quando sfuggi'
all'arresto nell'ambito
di una operazione
denominata Restauro che
porto' in carcere alcuni
affiliati alla sua
stessa cosca dedita
essenzialmente al
traffico di droga e alle
estorsioni.
Taglieggiamenti che
durante i mesi in cui si
e' reso irreperibile
Mario Donato Ferrazzo,
con la complicita' dei
suoi affiliati, avrebbe
continuato a imporre
nella zona di Mesoraca
per sostenere i costi
della latitanza. Secondo
quanto ha rivelato il
colonnello Cuneo,
infatti, Ferrazzo
cambiava in
continuazione
nascondiglio, ma anche
telefoni cellulari e
relative schede,
rendendo cosi' molto
arduo il compito degli
investigatori che in
tutto questo tempo gli
sono stati alle
calcagna. Ai quali, in
piu' d'una occasione, e'
sfuggito per un soffio,
come ha rivelato il
comandante del reparto
operativo, capitano
Paolo Storoni, parlando
di un pranzo a base di
capretto svoltosi in una
masseria della zona di
Mesoraca nell'ottobre
scorso. Ferrazzo ha
trascorso gran parte
della sua latitanza nel
territorio della presila
catanzarese, a conferma
anche dei rapporti di
alleanza con le cosche
che operano nei
territori di Marcedusa,
Belcastro, Andali,
Sersale, dove di recente
sono avvenuti gravi
fatti di sangue. In
proposito i carabinieri
hanno rivelato che
Ferrazzo avrebbe
trascorso parte del
periodo di latitanza
insieme ad altri
ricercati della
'ndrangheta calabrese.
Proprio da Marcedusa,
ieri sera, stava
tornando Mario Donato
Ferrazzo quando e' stato
intercettato da un posto
di blocco dei
carabinieri che lo
attendevano in localita'
Cocuzzito, lungo la
strada provinciale 40
per Mesoraca. I militari
hanno visto arrivare due
furgoni. Sul primo,
utilizzato come
staffetta, viaggiavano
tre persone che sono
state subito bloccate
prima che avessero il
tempo di tentare la
fuga. Il secondo furgone
ha rallentato e
invertito la marcia; dal
mezzo ancora in
movimento si e' lanciato
fuori Ferrazzo che e0
andato a cadere su un
guardrail, poi si e'
rialzato e ha tentato la
fuga giu' per una
scarpata di cinquanta
metri ma e' stato
raggiunto e bloccato.
Nell'urto contro il
guardrail Ferrazzo si e'
procurato una lesione
agli organi interni.
Trasportato con
un'ambulanza
all'ospedale di Crotone
l'uomo e' stato
sottoposto ad intervento
chirurgico. Attualmente
e' ricoverato nel
nosocomio piantonato dai
carabinieri. L'uomo e'
stato trovato in
possesso di una pistola
calibro 6,35 con
matricola abrasa e colpo
in canna e altri 40
proiettili. Le altre tre
persone arrestate sono
Pietro Fontana, di 44
anni; Pietro Mirante, di
29 anni; Francesco
Marrazzo, di 46 anni,
tutti di Mesoraca,
considerati affiliati
alla cosca Ferrazzo. Nei
prossimi giorni, ha
annunciato il capitano
Storoni, altre persone
di Mesoraca potrebbero
essere denunciate per il
favoreggiamento della
latitanza di Ferrazzo.
Subito dopo gli arresti
i carabinieri della
compagnia di Ciro'
Marina, guidati dal
capitano Francesco
Dotto, hanno effettuato
decine di perquisizioni
in tutta la zona da
Mesoraca fino a Steccato
di Cutro.
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